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L'ABSIDE

Al centro, in posizione eminente,
è la figura del Cristo “Pantocrator” (=onnipotente), seduto su
un trono. Indossa una tunica di color porpora (simbolo della sua
divinità) con clavi dorati, e un pallio di colore blu (segno della
sua vera umanità). Con la mano sinistra regge un libro, chiuso
e ornato. Sul nimbo crociato si legge la parola “lux” (Cristo
è la luce del mondo).
Fanno corona al Cristo i due santi ai quali
è dedicata la cappella: S.
Eldrado in abito monastico e S.
Nicola in paramenti episcopali. La presenza di quest’ultimo
Santo potrebbe sembrare strana se non si conoscessero alcune circostanze.
Nel 1087 alcuni marinai trafugarono e portarono a Bari da Mira
in Asia Minore le reliquie di S. Nicola. Una tradizione racconta
che poco dopo, all’epoca in cui si decorava la cappella, un crociato
francese di ritorno in patria passando alla Novalesa vi avrebbe
lasciato una reliquia del Santo.
Sotto
le figure dei due Santi Patroni, due monaci, prostrati in atteggiamento
di preghiera: quello a destra è Adraldo, abate di Breme, che ha
commissionato gli affreschi.
Finalmente,
ai due lati estremi dell’abside, quasi a chiudere l’intera scena,
due Angeli: a sinistra S. Michele e a destra S. Gabriele. Enrambi
reggono un labaro con le iniziali del Cristo.
L'ALTARE

Attualmente è addossato all’abside; è il
risultato di un restauro della metà del sec. XVII, coevo al portichetto.
Esso ricopre i resti dell’altare originale ed un ossario, che
contiene ancor oggi, diversi resti di santi, o creduti tali allora,
ma ora sconosciuti.
LA PARETE INTERNA ALLA FACCIATA

Rappresenta il giudizio universale, momento
conclusivo della storia umana e inizio dell’eternità, felice per
chi ha operato il bene, infelice per chi ha scelto la via del
male.
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