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La storia - Sommario

Una lettera per l'anima



Essere misericordiosi non significa lasciar correre sulle malefatte.
Mi dispiace, e non poco, che nel punire i misfatti e nel reprimere le imprese sconsiderate di uomini senza scrupoli, ti mostri più remissivo di quanto dovresti: infatti con l'indulgere finisci per indurre un aumento dei delitti. Indebolito il rigore della giustizia, si allentano le briglie e si dà libero corso ai delinquenti.
Del resto una pietà mal collocata fomenta il vivere malamente. Infatti dove si lascia perdere del tutto la disciplina, dove si soffoca il giudizio rigoroso dettato dalla legge, inevitabilmente la fragilità umana si abbandona a cose perverse.
Se verso ogni persona non devono mancare i sentimenti di umanità, così come il sacerdote verso il peccatore abbonda in pietà e nel tenere i figli in grembo alla materna misericordia; parimenti non deve mancare il rigore del giudice che sanziona le malefatte e strappa gli innocenti dalle mani dei criminali, conserva il rigore dell'onestà e della giustizia, non si raffredda nello zelo per l'applicazione della legge, non deflette dalla via dell'equità.

 

 

(lettera di san Pier Damiani al duca Goffredo, tra il 1059 e il 1063)

 

 

 

 

 

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