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La storia - Sommario

Una lettera per l'anima



Reazione secondo giustizia

Dove va a finire il tuo amore per il prossimo se, ricevuta un'ingiuria, ti impedisci di chiederne ragione a chi ti ha offeso, al punto da chiuderti in un totale silenzio ?

 

Tu pensi così di esercitare la virtù della pazienza, e intanto non ti preoccupi affatto di consentire a quel tuo fratello, che ha sbagliato, di correggersi e porre rimedio. Insomma praticando una pazienza senza criterio sei tacciabile di mancanza di carità.

 

Infatti il Signore non dice: “Se il tuo fratello commette una colpa contro di te, sopportalo e taci”, ma: “Se il tuo fratello commette una colpa contro di te, va' e ammoniscilo”. Ciò evidentemente perché egli, una volta corretto, rientri in se stesso, e, correggendo i propri errori, torni a quella carità da cui si era malamente allontanato.

 

Infatti la carità pone sotto giudizio sia l'uno che l'altro, senza propensioni per nessuno; quindi con imparzialità tutti e due sarete giudicati sull'amore; ciò significa che se la vittima dell'offesa non deve cadere in reazioni rabbiose, il colpevole deve rimediare al proprio errore.

 

 

(Lettera di san Pier Damiani a Teuzone, intorno al 1055)

 

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