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La storia - Sommario

Una lettera per l'anima



La grazia divina vince il male dell'ira
L'ira è una pulsione distruttiva molto potente, difficile da sconfiggere anche perché fa parte della natura umana. Ma non dobbiamo disperare, essa può essere sconfitta con la grazia divina così come tutti quei vizi che i comandamenti di Dio ci ordinano di vincere. Non dimentichiamo che la nostra natura è riportata al primitivo stato di integrità dalla grazia del nostro Redentore. E, benché la legge della carne sia in conflitto con quella dello spirito, la nostra mente può vincere le proprie vecchie tenebre, se persevera in quel nuovo intenso slancio, che ha concepito essendo stata trasformata, nella sua disposizione, dalla potenza della grazia celeste.
Ecco un esempio.
Si racconta che un tale uccise un uomo e da quel momento ebbe a subire da parte del figlio dell'ucciso una guerra spietata. Quest'ultimo nella sua furia di vendetta, accecato dall'ira, mirava a fare strage di uomini e spesso ne ricavava rapine e saccheggi.
Infine un giorno si trovarono faccia a faccia. L'omicida aveva con sé solo pochi compagni, mentre il figlio dell'ucciso aveva con sé una squadra di trenta uomini ben armati.
Vedendo ormai di non poter più sfuggire alla vendetta di quelli, l'omicida si rifugiò all'ombra dell'umiltà, si affidò alla protezione della misericordia. Gettate le armi, stese le mani in forma di croce, si prostrò al suolo e attese lì o il perdono dettato da misericordia, o il colpo di morte.
A tal vista il vendicatore frenò la mano per riverenza verso la Croce e trattenne chiunque altro dal colpire. In seguito, in onore della santa Croce rigeneratrice, egli volle fare pace definitiva col suo nemico, non solo risparmiandogli la vita, ma anche perdonandogli l'uccisione del proprio padre.
Il figlio dell'ucciso ottenne così una splendida vittoria, in cui era vincitore più che di altri, di se stesso, più che di un nemico, del proprio cuore; e con la sua rinuncia alla vendetta, avendo onorato Dio, Autore stesso della misericordia, ottenne pace, riconoscimenti, soddisfazione e serenità.

 

 

(lettera di san Pier Damiani ad un vescovo, dopo il 1060)

 

 

 

 

 

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