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Oggi è maggiormente diffusa la forma
dell’oblazione secolare. Essa consiste essenzialmente nell’assumersi,
da parte di persone che conducono la loro esistenza nelle
ordinarie condizioni di vita di tutti gli altri uomini,
l’impegno di una maggiore perfezione cristiana secondo lo
spirito benedettino; impegno che si rende possibile, appunto,
con l’affiliazione ad una determinata Comunità monastica.
Prende il nome di oblazione perché prende l’avvio
da quell’atto riconosciuto dalla Chiesa, con il quale, per
mezzo delle mani di San Benedetto, ci si offre a Dio. E’
doveroso sottolineare il fatto che l’adesione alla spiritualità
benedettina, mediante l’oblazione, rende difficile per la
stessa persona che vi aderisce, far parte di altri Ordini
o Istituti religiosi (Unità di disciplina), come
ad esempio i Terziari. Questo si spiega nel fatto che ciascun
Ordine o Istituto, nella Chiesa, ha la sua specifica e determinata
fisionomia spirituale.
In sintesi, contribuiscono a definire la
scelta dell’oblato benedettino tre elementi: la volontà
di praticare sempre meglio gli impegni derivanti dal Battesimo;
l’assunzione della spiritualità benedettina come
via per andare a Dio; il legame con una ben precisa Comunità
monastica.
 
La costituzione del gruppo
degli Oblati secolari dell’Abbazia di Novalesa risale agli
inizi degli anni ‘80. Nacque nell’ambito di alcuni amici
che frequentavano il monastero: chi per pregare con i monaci,
chi per trovare un’atmosfera di quiete e silenzio, chi per
parlare dei propri problemi, chi per aiutare nei tanti servizi
da compiere; intanto altri Oblati, che avendo emesso la
loro oblazione in monasteri fuori dal Piemonte ed avendo
difficoltà a raggiungerli, decisero di incontrarsi
a Novalesa: essi hanno contribuito con la loro presenza
ed il loro zelo a farci meglio apprezzare il significato
e l’impegno all’oblazione.
Le attività di natura spirituale,
perché tale deve essere il nostro impegno principale
per la lode a Dio e la formazione permanente, si svolgono
attorno a lezioni mensili per le quali si sono succeduti
i Superiori del monastero; P. Pio Tamburrino, P. Guido Bianchi,
P. Paolo Fassera, P. Giovanni Lunardi ed ora P. Paolo Maria
Gionta.
I temi trattati, parallelamente allo studio
della Regola, ad ogni incontro sono stati molteplici: alcuni
capitoli della Dei Verbum e della Lumen Gentium, il Salterio,
la vita spirituale nel contesto sociale, lo Spirito Santo
nella vita benedettina e – in questo ultimo decennio – i
grandi monaci, i santi o le sante benedettine e i Padri
della Chiesa.
Gli Oblati di Novalesa hanno, nel corso
degli anni, contribuito alle iniziative spirituali e culturali
che di volta in volta la Comunità prendeva, dando
talora un aiuto decisivo. Ricordiamo: il Convegno su “S.
Benedetto e l’Oriente cristiano”; il centenario della “Confessione
d’Augusta”; la benedizione delle nuove campane; il restauro
della Cappella di S. Maria Maddalena fuori cinta; la Dedicazione
della chiesa abbaziale; l’incontro su “S. Eldrado abate”
con le comunità d’oltralpe anch’esse evangelizzate
dal Santo e per finire una serie di conferenze tenute nell’estate
2003 sui “Cistercensi e San Bernardo” in occasione dell’850°
Anniversario del suo transito.
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