SECOLO X
La
consolata di Torino
(disegno di Walter Trumpy)
All’inizio del secolo X tutto fa prevedere un futuro roseo. Ma un avvenimento viene a sconvolgere ogni progetto. Verso il 906 una schiera di saraceni, spingendosi dal Frassineto (presso l’attuale Saint-Tropez) punta sull’abbazia di Novalesa. Avuto sentore dell’imminente pericolo, l’abate Donniverto con la maggior parte dei monaci si mette in salvo a Torino, presso la chiesa dei SS. Andrea e Clemente, (l’attuale Consolata), portando con sè gli oggetti più indispensabili e i codici della biblioteca. I Saraceni saccheggiano, appiccano il fuoco agli edifici e fanno alcune vittime, in seguito venerate come martiri (come S. Giusto e Flaviano).
Fortunatamente i profughi trovano il favore di Adalberto, marchese di Ivrea che, qualche anno dopo offre loro le corti di Breme e di Policino in Lomellina. Qui, probabilmente durante il governo dell’abate Belegrino (955-972) si trasferisce la maggior parte della comunità. Passata la burrasca, anche il monastero di Novalesa è riaperto, ma solo come casa dipendente da Breme
Parte di ciò che rimane dell'antico Monastero di Breme, ora adibito a Municipio di Breme

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