SECOLO XIX
Ospizio
del Moncenisio
Il nuovo secolo si presenta con alcune novità fondamentali. Napoleone realizza la nuova arteria stradale che mette in comunicazione Susa con Lanslebourg. Per provvedere alle truppe in transito, ingrandisce l’antico ospizio. Per la gestione di esso è proposto a Napoleone il nome di don Antonio Gabet, già abate del soppresso monastero trappista di Tamié in Savoia con altri monaci. Nel 1803 il governo francese affida al Gabet l’ospizio. Dopo la scomparsa di Napoleone, nel 1818, i monaci scendono alla Novalesa, che è stata donata loro dallo stesso Napoleone. Affluiscono i postulanti, la comunità cresce numericamente. Ma si ha di nuovo la tormenta. Il 29 maggio 1855 il Governo Sabaudo promulga la legge di soppressione per tutti i monasteri del Regno. La legge è attuata per Novalesa la mattina del 25 ottobre 1856. Espulsi i monaci, gli edifici sono messi all’asta e acquistati da un medico che ne fa un albergo per cure idroterapiche. Successivamente diventano residenza estiva del Convitto Nazionale Umberto I di Torino.
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