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CHI E' SANT'ELDRADO?
Statua
lignea di Sant'Eldrado (sec. XV)
Eldrado, abate del monastero
di Novalesa nacque nella seconda metà del secolo VIII. I genitori,
di famiglia guerriera aristocratica franca, possedevano il castello
di "Ambelli", identificato con Ambel, presso il fiume
Drac, a 60 Km a sud di Grenoble. Ebbe da natura un temperamento
mite, riflessivo, portato al silenzio. Fin da ragazzo ricevette
una educazione religiosa e intellettuale adeguata al suo ceto.
Rimasto orfano in età giovanile, divenne erede di un ricco patrimonio.
Ne approfittò per mettere a disposizione i suoi beni ai poveri
e ai pellegrini, e per essi si applicò perfino a lavorare la terra.
Ma non era soddisfatto. Voleva
vivere il Vangelo in maniera radicale. Rinunciò a tutto, alle
terre, al potere, agli agi, alle gioie di una famiglia tutta per
sè, rinunciò perfino alla patria, e si fece pellegrino per Cristo!
Indossò una povera tunica, si presentò poi al sacerdote del luogo,
il quale con un breve rito gli conferì da parte della Chiesa l'investitura
necessaria mediante le insegne: un bastone per sostenersi durante
il viaggio e una bisaccia per conservarvi il poco bagaglio strettamente
indispensabile. Così per giorni, per mesi, forse per anni. Il
pellegrino si diresse verso la Spagna, sostò nel celeberrimo santuario
di S. Giacomo di Compostella, riattraversò i Pirenei. Passò, finalmente,
il Moncenisio dirigendosi verso il versante italiano. Arrivò al
monastero di Novalesa, dove c'erano molti monaci, – alcuni dicevano
500 – chiese di essere accolto come l'ultimo di tutti nella scuola
del servizio di Dio. Fu accolto. Alla fine dell'anno di prova,
Eldrado giurò solennemente di rimanere fedele in eterno al Cristo,
che egli aveva scelto come Signore.
Miracolo
sei serpenti (disegno di Gabriele Mazzucco)
Intanto nella comunità novalicense
Eldrado si andava distinguendo sempre più, per le sue doti straordinarie.
Se ne ebbe la prova quando, circa sette anni dopo, tutti i fratelli
furono convocati per la elezione del nuovo abate, ed Eldrado fu
elevato alla carica abbaziale dalla fiducia dei fratelli. Che
dire del suo governo, che supererà il trentennio? Due secoli dopo
il cronista ne tratteggerà questo ritratto: “Eldrado rifulse per
santità, fu pieno di saggezza, fu illustre per miracoli e fu il
restauratore del monastero”.
Dopo una vita densa, consacrata
interamente al servizio di Dio e dei fratelli, venne finalmente
anche per lui il momento di abbandonare questa terra. La tradizione
liturgica antica pone il suo transito al 13 marzo, verso la metà
del secolo IX, forse poco dopo l'844.
Urna-reliquiario
di S. Eldrado (sec. XII)
Eldrado era appena passato
all'altra vita, quando la voce concorde del popolo lo acclamò
santo. Il posto di S. Eldrado nella devozione sembra perfettamente
delineato nell'antico affresco che è ancora oggi visibile su una
parete del chiostro dell'abbazia. Al centro, il Cristo, verso
cui tutto converge. Sul lato destro, Eldrado, conduce a Cristo
una donna, Chiara, tenendola per mano. La donna è il simbolo dei
devoti del Santo. La missione perenne di S. Eldrado consiste nel
prenderci per mano e guidarci verso Cristo.
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