Il tuo nome è Fedele, alleluia!

VI settimana di Pasqua

La domanda che Lidia pone agli apostoli, dopo aver aperto il suo cuore alla fede in Cristo, diventa una porta per comprendere l’opera così segreta ed efficace che lo Spirito continuamente opera nella nostra esistenza: <Se mi avete giudicata fedele al Signore, venite e rimanete nella mia casa> (At 16, 15). Ciò che lo Spirito del Risorto opera nel cuore di quanti si aprono alla luce della Pasqua, non è che un’opera di partecipazione intima e segreta alla stessa vita di Dio. L’adesione di fede non solo rende intimamente partecipi, ma quasi responsabili custodi del suo stesso mistero perché sia partecipato pienamente all’umanità. Le parole del Signore Gesù sono dolcissime e, al contempo, tanto esigenti mentre ci parla dello Spirito promesso: <egli darà testimonianza di me; e anche voi date testimonianza, perché siete con me fin dal principio> (Gv 15, 27). La testimonianza che lo Spirito assicura per ciascun credente è, prima di tutto, la memoria grata di quanto Dio sia fedele ai nostri umani cammini tanto da accompagnarne i passi e animarne e orientarne i desideri più veri e profondi. A questa opera di Dio in noi non può che corrispondere una conformazione sempre più nitida del nostro stile di vita al modo di agire dello Spirito. La conclusione della prima lettura ci parla certamente di Lidia ma, in certo modo, ci parla di Dio: <E ci costrinse ad accettare> (At 16, 15).

Una poesia scritta da Teresa Benedetta della Croce ci aiuta ad entrare nel mistero della pienezza del dono pasquale che è l’effusione dello Spirito: <Chi sei, dolce luce? Sei forse il raggio che scaturisce come il lampo dall’alto trono del Giudice eterno, penetrando come il ladro nella notte dell’anima che misconosceva se stessa (Lc 12, 39)? Misericordioso, eppure inesorabile, penetri fino alla sua profondità nascosta. L’anima è spaventata da ciò che vede di se stessa e sta in un sacro timore davanti al principio di ogni sapienza che viene dall’alto e ci ancora saldamente in alto, davanti al tuo operare che nuovamente ci ricrea, Spirito Santo, raggio che nulla può fermare! Sei forse la pienezza di spirito e di potenza che permette all’Agnello di sciogliere i sigilli del decreto eterno di Dio (Ap 5, 7)? Sul tuo ordine i messaggeri del giudizio cavalcano per il mondo e separano, con il taglio della spada, il Regno della luce dal regno della notte (Ap 6, 2). Nuovo sarà il cielo e la terra nuova (Ap 21,1) e tutto ritroverà il suo giusto posto, sotto il tuo soffio leggero: Santo Spirito, potenza vittoriosa!>1.

Una potenza che si attua e si rivela nella forma dell’interiorità capace di formare discepoli fedeli e disponibili alla testimonianza estrema: <Ma vi ho detto queste cose affinché, quando verrà la loro ora, ve ne ricordiate, perché io ve l’ho detto> (Gv 16, 4). Come per Lidia, <commerciante di porpora>, quest’opera segreta dello Spirito Santo lavora <il cuore> (At 16, 14) tra le attività consuete ed ordinarie della vita.


1. EDITH STEIN, Poesia, Pentecoste 1937.

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