Il tuo nome è Realtà, alleluia!

V settimana di Pasqua

In un contesto di intimità e di incantevole tenerezza come quello creato da tutte le parole di Gesù ai suoi nella penombra del Cenacolo, alla vigilia della sua Passione, da parte nostra ci aspetteremmo la sospensione di ogni diatriba e di ogni riferimento alla durezza. Invece proprio qui e adesso, il Signore Gesù parla di tradimento, di rinnegamento e, pensando a noi, ci pre-munisce: <Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi> (Gv 15, 20). Il Signore Gesù ci mette di fronte alla nostra realtà dopo averci messi di fronte alla sua realtà. All’amore, che nei nostri sogni è tutto circonfuso di luci, Cristo Gesù ci invita ad accostare tutto il necessario spessore di ombra che dà all’amore profondità e spessore. Per questo insiste: <Ricordatevi della parola che io vi ho detto: “Un servo non è più grande del suo padrone”>! In questo modo siamo vaccinati da ogni forma di sentimentalismo religioso per essere pronti a vivere fino in fondo una vita di fede, sapendone portare le conseguenze in modo adulto e fiero.

La lettura continua degli Atti degli Apostoli, nel tempo pasquale, non fa altro che garantire questa continuità: non solo la persecuzione è il pane quotidiano della Chiesa nascente, ma soprattutto il realismo è in nutrimento necessario alla vita di fede in ogni tempo, in ogni luogo, in ogni contesto interiore ed esteriore. Paolo deve cambiare direzione più volte e, poiché interpreta la storia alla luce del mistero pasquale, è obbligato a deviare uno dei disegni di Dio fino a dire: <perché lo Spirito Santo aveva impedito loro di proclamare la Parola nella provincia di Asia> (At 16, 6). Un altro indizio di duttilità alla storia e alle circostanze reali della vita lo troviamo nella scelta di Paolo riguardo a Timoteo. Mentre si annuncia a tutti la decisione presa dagli apostoli a Gerusalemme di non imporre la circoncisione Paolo – proprio lui – <lo fece circoncidere a motivo dei Giudei> (At 16, 3).

Seguire il Signore e vivere del suo Vangelo obbliga ad uno sguardo reale sulla Realtà: l’incanto più incantevole è realistico! Il Signore Gesù non ci attrae a sé promettendoci uno sconto sulla vita, ma aprendoci al mistero della vita in tutta la sua completezza: luci ed ombre, gioia e sofferenza. Di tutto questo ci svela il senso profondo e la radice ultima quando dice: <Ma faranno a voi tutto questo a causa del mio nome, perché non conoscono colui che mi ha mandato> (Gv 15, 21). Il mistero del male da cui siamo circondati tanto da opprimere e bloccare la nostra vita è, in ultima analisi, frutto di ignoranza. Il male con cui noi stessi circondiamo gli altri e con cui blocchiamo la loro vita è frutto di ignoranza. Ecco perché il nostro primo impegno non è quello di non fare il male o diventare migliori, ma quello di conoscere di più il Figlio e Colui che lo ha mandato. Se avessimo uno sguardo più vero sulla Realtà di Dio, sulla Realtà che è Dio, il nostro approccio a noi stessi e al mondo cambierebbe d’incanto <fortificandosi nella fede> (At 16, 5). Se entriamo in questa logica tutto diventa più sopportabile e la Realtà – così com’è – si trasformerebbe, proprio attraverso il duro cammino di ogni giorno, in un sogno assolutamente vero.

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