Il tuo nome è Scienza, alleluia!

VII settimana di Pasqua

Un testo antichissimo può farci da guida nell’accoglienza della Parola di Dio di quest’oggi e aprire il nostro cuore ad una rinnovata accoglienza del dono dello Spirito: <I cristiani non si differenziano dal resto degli uomini né per territorio, né per lingua, né per consuetudini di vita. Infatti, non abitano città particolari, né usano di un qualche strano linguaggio, né conducono uno speciale genere di vita. La loro dottrina non è stata inventata per riflessione e indagine di uomini amanti della novità, né essi si appoggiano, come taluni, sopra un sistema filosofico umano. Abitano in città sia greche che barbare, come capita, e pur seguendo nel vestito, nel vitto e nel resto della vita le usanze del luogo, si propongono una forma di vita meravigliosa e, per ammissione di tutti, incredibile. Abitano ciascuno la loro patria, ma come forestieri, partecipano a tutte le attività di buoni cittadini e accettano tutti gli oneri come ospiti di passaggio. Ogni terra straniera è patria per loro, mentre ogni patria è per essi terra straniera. Vivono nella carne, ma non secondo la carne. Trascorrono la loro vita sulla terra, ma la loro cittadinanza è quella del cielo (Eb 11, 16). Obbediscono alle leggi stabilite, ma, con il loro modo di vivere, sono superiori alle leggi. Amano tutti e da tutti sono perseguitati. Sono sconosciuti eppure condannati. Sono mandati a morte, ma con questo ricevono la vita. Sono poveri, ma arricchiscono molti. Mancano di ogni cosa, ma trovano tutto in sovrabbondanza. Sono ingiuriati e benedicono, sono trattati ignominiosamente e ricambiano con l’onore. In una parola i cristiani sono nel mondo quello che è l’anima nel corpo>1.

In queste parole possiamo cogliere l’essenza stessa di quella che potremmo definire la scienza del Vangelo. Tra i doni dello Spirito Santo che attendiamo e impetriamo vi è pure quello della scienza, che corrisponde alla capacità di saper sempre trovare la giusta mediazione per calare nella vita concreta di ogni giorno l’energia propria del Vangelo. In questo senso la raccomandazione di Paolo agli anziani della Chiesa di Efeso ci riguarda e ci interpella: <Vegliate su voi stessi e su tutto il gregge> (At 20, 28). In questo nostro cammino di continua ricerca di fedeltà al mistero di Cristo morto e risorto siamo accompagnati e perfino preceduti dalla preghiera amorevole e appassionata del Signore Gesù: <Padre santo, custodiscili nel tuo nome> (Gv 17, 11). Attraverso il combattimento della fede siamo chiamati ad accedere alla scienza dell’amore. Il desiderio orante del Signore Gesù come l’esortazione ardente dell’apostolo Paolo ormai alla vigilia del suo martirio, ci voglio <consacrati nella verità> (17, 19). Il desiderio di Cristo per noi non è quello di strapparci alla nostra libertà, ma di consacrare la nostra libertà nel dinamismo di un amore capace di dono in cui si manifesta la scienza di una vita pienamente accolta e generosamente condivisa.


1. Lettera a Diogneto, 5-6.

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