Pedagogo
III Settimana T.O. –
Il Signore Gesù trova il mondo per parlarci del Regno di Dio come un buon pedagogo che, insegnando, suscita l’interesse e il desiderio di comprendere meglio e di essere come condotti più lontano e più in profondità. Quello del Signore Gesù è un messaggio di speranza per tutti coloro che sono angustiati e spaventati dai dati statistici del fervore spirituale e dall’ansia del successo e della riuscita: <dorma o veglia, di notte o di giorno, il seme germoglia e cresce. Come, egli stesso non lo sa> (Mc 4, 27). Il Signore ci invita alla fiducia e alla pazienza, ma soprattutto al rispetto dei tempi e dei modi di Dio che ci permettono di leggere e attraversare il nostro tempo, in cui tutto un mondo cui eravamo abituati, sta crollando, in un modo completamente nuovo, inedito… persino forse più bello e più evangelico almeno in taluni aspetti. Tutti questi elementi sono consegnati alla nostra amorosa custodia perché possano serenamente ed efficacemente crescere e farlo, per quanto talora fatichiamo a crederlo e perfino a pensarlo, <spontaneamente> (4, 28).
L’amara e iniqua esperienza di Davide e il suo comportamento inqualificabile, ci mostrano il pericolo che nella vita non solo si possa progredire, ma anche regredire, per questo la vigilanza è sempre richiesta. Eppure, sono le macchinazioni di Davide ad evidenziare, ancora più plasticamente, in tutta la sua profondità la naturale bontà di Urià l’Hittita e la sua semplice e spontanea rettitudine che gli meriterà di essere nominato – unico straniero – accanto al <re Davide> nella Genealogia di Gesù Cristo, quasi come memoria della verità di Davide e di ogni uomo che voglia essere veramente se stesso. Ed ecco che la bellissima immagine parabolica di Gesù trova in Urià una icona vivente: <L’albero, questa forza che lentamente sposa il cielo. Così è anche per te, piccolo uomo! Dio ti fa nascere, ti fa crescere, ti ricolma di progressivi desideri, di rimpianti, di gioie e di sofferenze, di collera e di perdono, poi ti richiama a sé. Tuttavia, tu non sei né quello scolaro, né questo sposo, né questo bambino, né questo vecchio: tu sei colui che si va compiendo!>1.
Siamo noi, ciascuno di noi quel <granello di senape> (Mc 4, 31) di cui il Signore Gesù ci parla nel Vangelo chiamati a crescere non solo per noi stessi ma anche per la gioia e la consolazione degli altri: <quando viene seminato, cresce e diventa più grande di tutte le piante dell’orto e fa rami così grandi che gli uccelli del cielo possono fare il nido alla sua ombra> (Mc 4, 32). Le inique macchinazioni di Davide sono state l’occasione perché il piccolo granello che fu la vita di Urìà che, facilmente, sarebbe caduto nell’oblio ha manifestato tutta la sua bellezza e fecondità tanto da diventare parte del lungo cammino che ha portato alla pienezza dei tempi in cui il Verbo si è fatto carne accettando di cadere nel terreno – non sempre accogliente – della nostra umanità>.
1. A. DE SEAINT-EXUPERY, Citadelle. Oeuvres Complètes, Gallimard, Paris 1999, p. 371.





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