Chiamare
I Settimana T.O. –
Pietro Crisologo ci aiuta a cogliere il nesso tra ciò che abbiamo letto ieri nella salvezza che si fa guarigione del paralitico e ciò che oggi leggiamo del cammino di conversione di Levi: <Fratelli, seduto al suo banco delle imposte, questo povero pubblicano era in una situazione peggiore di quella del paralitico di cui vi ho parlato l’altro giorno, che giaceva sul suo lettuccio (Mc 2,1s). Uno era affetto da una paralisi nel suo corpo; l’altro nella sua anima>1. Seguendo questa chiave di lettura possiamo arguire che il Signore Gesù si trova di fronte ad una situazione ben più disperata in cui, alla paralisi dell’uomo steso sulla sua barella sembra aggiungersi, per aggravarla ulteriormente, la malevolenza del cuore degli scribi e dei farisei. Lungi dal lasciarsi bloccare o intimidire il Signore si mostra non solo medico che risponde all’appello, ma mi rivela medico che accorre laddove più grande è la necessità e senza essere invocato, né direttamente né indirettamente entra nella vita di Levi per liberarla dalla paralisi che sembra tenerlo inchiodato al banco delle imposte: <vide e gli disse: “Seguimi”> (Mt 2, 14).
Il Signore Gesù non si accontenta di entrare così profondamente ed efficacemente nella vita di Levi così da mutarne radicalmente il corso, ma davanti ad una nuova, eppure identica reazione degli scribi e dei farisei rivela se stesso come <medico> venuto a curare giustamente non <i sani, ma i malati> e a chiamare non <i giusti, ma i peccatori> (2 17). La chiamata di Levi diventa l’occasione di una nuova controversia cui corrisponde un incremento di rivelazione del suo mistero di consolazione e di misericordia che si fa ministero di guarigione. Nella casa di Levi, come nella casa di Samuele in cui il profeta <versò sulla testa di Saul> in modo inatteso <l’ampolla dell’olio> (1Sam 9, 26) della consacrazione regale, si conferma la volontà di Dio di passare attraverso degli uomini concreti e non scevri da debolezze molto spesso legate all’eccellenza per accompagnare e animare la storia dell’umanità verso la salvezza.
Saul era <prestante e bello> e <superava dalla spalla in su chiunque altro del popolo> (9, 2), Levi è ricco di beni e di amici, e il Signore si accompagna fino a chiamare ciascuno per fare dono della sua misericordia e per offrire a ciascuno la possibilità di dare il meglio di sé tanto da collaborare al suo disegno di salvezza da cui nessuno è escluso. Sullo stesso uomo, come sulla stessa situazione si incrociano due sguardi: quello di Gesù che libera e incrementa un dinamismo di vita e una imprevista generosità, e quello degli scribi e dei farisei che non sperano più nulla. Tutti conosciamo il triste epilogo della storia di Saul; eppure, ciò non toglie che Dio riponga in lui la sua fiducia per tutto il tempo che sarà possibile non disdegnando di passare attraverso di lui far progredire la storia del suo popolo. Ogni giorno siamo chiamati a purificare il nostro modo di guardare perché il nostro sia, come quello di Gesù, uno sguardo che liberi e che non incateni ulteriormente.
1. PIETRO CRISOLOGO, Discorsi, 30.






Lascia un Commento
Vuoi partecipare alla discussione?Sentitevi liberi di contribuire!