Cose belle!

II Settimana T.O. –

Le parole con cui Gionata parla a Saul di Davide sono le più belle per indicare e caratterizzare la personalità di Gesù in relazione alle folle che lo seguono con tanto ardore: <Non pecchi il re contro il suo servo, contro Davide, che non ha peccato contro di te, che anzi ha fatto delle cose belle per te> (1Sam 19, 4). Ma ancora più delle parole è Gionata stesso, con la sua capacità di non lasciarsi accecare dalla paura di essere scalzato e con la limpidezza dell’amore più puro che è quello dell’amicizia, diventa icona del Signore Gesù che accetta continuamente di illuminare con la sua parola e di guarire con il dono della sua stessa vita: <Infatti aveva guarito molti, cosicché quanti avevano qualche male si gettavano su di lui per toccarlo> (Mc 3, 10).

Il Signore sta <presso il mare> (Mc 3, 7) della nostra vita in cammino e si fa prossimo a ciascuno di noi con quella tenerezza amicale di cui testimonia Gionata nei confronti di Davide tanto che possiamo valutare i gesti compiuti da Gesù della stessa qualità di cui l’amico parla al cuore invidioso di Saul. Di Gesù possiamo dire la stessa cosa: <ha fatto delle cose belle per te>! Nessuna selezione nella possibilità di avvicinarsi a Cristo, tutti si precipitano su di lui per toccarlo. Quanto ardore e quanta ambiguità in questi gesti così forti di preghiera e di supplica. Il Signore non disprezza la nostra fede balbettante e nello stesso tempo, accogliendoci, ci fa intravedere gli orizzonti di una relazione più vera e più profonda. Il Signore Gesù non accetta di essere riconosciuto in modo sensazionale, i suoi miracoli non sono compiuti per creare un alone mitico, ma per confermare nei gesti il contenuto del suo annuncio: riconciliare ogni uomo con se stesso, con Dio e con gli altri.

Come spiega con linguaggio contemplativo, il diacono Efrem: <Il tuo essere profondo infatti è nascosto alla vista degli uomini, ma abbozzato nei loro minimi movimenti. Le tue opere ci procurano lo schizzo del loro Autore, e le creature ci indicano il loro Creatore (Sap 13,1; Rm 1,20), perché noi potessimo toccare colui che si sottrae alla ricerca intellettuale, ma si lascia vedere nei suoi doni. È difficile giungere ad essergli presenti faccia a faccia, ma è facile avvicinarsi a lui>1. Se le folle si riuniscono, anzi si ammassano attorno a Gesù, sono dal Signore rinviati al mistero di relazione con il Padre suo, poiché di Lui è venuto a parlarci con la forza di segni capaci di farci sentire il suo amore che è per tutti ed è in particolare rivolto ai più poveri e ai più piccoli. Non basta dire come i demoni che Gesù è il Signore (Gc 2, 19) se poi la nostra vita, nel concreto delle scelte e dei gesti quotidiani, ne sfigura il volto e ne altera il messaggio contaminandolo con il proprio egoismo. Il Signore Gesù non sceglie di rivelarsi come messia trionfante, ma in quella libertà dell’amore che rispetta e sostiene l’amore della libertà, fino ad accettare che la nostra libertà lo mette a morte.


1. EFREM SIRO, Diatèssaron, preghiera finale.

1 commento
  1. Marielle
    Marielle dice:

    …” un Amore che accetta che la nostra libertà lo mette a morte. ”
    Non so se ce rendiamo conto della ” BELLEZZA” di queste parole ! Se realizziamo veramente…?
    Amare fino al’impossibile…com’è possibile ?
    Ci rimane solo il silenzio nell’ umiltà, accompagnato delle lacrime del pentimento
    Signore, pietà : perdonaci il nostro piccolissimo povero amore…

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