Distillare
VI Domenica T.O. –
Siamo ancora insieme al Signore Gesù, ai suoi apostoli e alla folla, sul monte delle beatitudini dove la Sua parola di consolazione diventa sempre più una parola di esortazione e di orientamento per la vita di ogni giorno, si direbbe, anzi, di ogni momento. All’inizio del lungo vangelo di questa domenica vi è una presa di posizione da parte del Signore Gesù che ha assunto le vesti del Maestro e che si è assiso serenamente sulla cattedra di Mosè, facendosi mediazione della parola di Dio per ogni uomo: <Non crediate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento> (Mt 5, 17). Possiamo e dobbiamo cogliere questo movimento di compimento nel duplice dinamismo del mettere in pratica e dell’amplificare. Del resto, è sempre vero che quando un insegnamento viene realmente accolto e incarnato, concretamente e veramente nella propria vita, non può che amplificarne ulteriormente il significato, rivelando continuamente nuove sfumature di colore e nuovi accenti.
Lo ricorda l’apostolo Paolo quando dice: <Ma a noi Dio le ha rivelate per mezzo dello Spirito; lo Spirito, infatti, conosce bene ogni cosa, anche le profondità di Dio> (2Cor 2, 10). La parola dell’apostolo ci permette di trovare la giusta attitudine nei confronti della parola del Signore Gesù. L’ascolto non è, proprio per questo, una semplice registrazione di contenuti, né tantomeno si traduce in una pratica dettata dal timore e tendente a garantirsi una buona posizione nei confronti del volere di Dio. L’ascolto autentico è un’operazione di dilatazione interiore che potremmo anche accostare all’opera della distillazione. La parola di Dio è riversata continuamente nei nostri cuori ed è affidata alla nostra vita perché, giorno dopo giorno, venga distillato il nettare della <sapienza di Dio, che è nel mistero, che è rimasta nascosta e che Dio ha stabilito prima dei secoli per la nostra gloria> (2, 7).
Se rimaniamo in questa immagine della distillazione, allora è più semplice e più efficace comprendere ciò che ci viene ricordato nella prima lettura: <Se vuoi osservare i suoi comandamenti, essi ti custodiranno, se hai fiducia in lui, anche tu vivrai> (Sir 15, 16). La parola di Dio non solo esige di essere messa in pratica, ma esige pure di allargarne e amplificarne sempre di più la comprensione del cuore che avviene attraverso una sua essenzializzazione. Giorno dopo giorno la parola di Dio genera in noi un cuore come quello di Dio che è semplicemente amore che si fa attenzione: una goccia di questo amore contiene una potenza capace di ridurre a nulla l’ignoranza dell’insensibilità e dell’incapacità a desiderare non solo di amare sempre di più, ma di amare sempre meglio. In questa logica di dilatazione essenziale i gesti della preghiera non potranno che essere posti solo <poi> (Mt 5, 24) essendo sempre al primo posto il <tuo fratello>.






La Parola di Dio è riversata nei nostri cuori e lo Spirito Santo svolge quest’opera di dilatazione e di distillazione della Parola, perchè porti frutto nella nostra vita personale e comunitaria, secondo una sapienza divina, misteriosa.
Grazie, Signore!
Correre incontro a Lui con il cuore dilatato è pura grazia; è pura gioia!
Grazie, Gesù!