Giustizia
IV Settimana T.O. –
La missione è pressante, eppure il Signore chiede ai suoi discepoli di prendere un po’ di riposo per non identificarsi, in modo assoluto e con un senso di onnipotenza, con le urgenze da cui si è continuamente stimolati e coltivare così le motivazioni e gli slanci profondi della loro relazione con il Maestro da cui ogni missione e ogni <compassione> (Mc 6, 34) può trovare energia e discernimento. Il Signore si fa maestro nella gestione del tempo perché sia un ambito di esperienza di salvezza: né idolatrato né rimpianto. Il Signore riconosce ai suoi discepoli e a se stesso il diritto e il dovere di un giusto tempo di riposo senza che questo diventi un assoluto che chiuda le porte alla sensibilità verso ciò di cui gli altri hanno bisogno: <da tutte le città accorsero là a piedi e li precedettero> (6, 33). Mettendo il piede sulla spiaggia il Signore non dà segni di insofferenza, ma <si mise ad insegnare loro molte cose> (6, 34) con una serenità riposante che si può ammirare nei pastori che seguono e quasi convivono con le loro greggi e armenti: è un lavoro oggettivamente duro eppure, normalmente, i pastori sembrano quasi oziare e riposare.
Se fosse così allora non potremmo più dubitare che il Signore Gesù abbia dimenticato la promessa e l’invito fatto ai suoi apostoli che <non avevano neanche il tempo di mangiare> (6, 31), ma, al contrario, mantiene la sua parola insegnando ai discepoli a riposare senza smettere di amare e la motivazione addotta dall’evangelista può così diventare un criterio di discernimento: <perché erano come pecore senza pastore> (6, 34). L’invito ad andare <in disparte, voi soli> (6, 31) non è una sorta di premio per la grande fatica compiuta, è un modo per il Signore Gesù di aiutare i suoi discepoli a non perdere la gerarchia dei valori e a non cedere a un attivismo che nulla ha di “pastorale” per assumere l’atteggiamento proprio del <pastore> che con le sue pecore è sempre solo senza mai essere isolato, ed è sempre al lavoro senza mai essere affannato poiché ha un rapporto con il tempo che si identifica con tutto il tempo da condividere con il suo gregge e per questo laborioso e riposante al contempo.
Per il Signore Gesù il bisogno di riposo dei discepoli non entra in concorrenza con il bisogno di compassione della folla e dall’altra parte del lago riesce a rispondere alle esigenze degli uni e degli altri a motivo della sua unificazione e pace interiore che gli permette di riposare spendendosi e donandosi. Dinanzi a questo sottile ed esigente insegnamento di Gesù non possiamo che reagire come il giovane Salomone e chiedere semplicemente <un cuore docile, perché sappia rendere giustizia… e sappia distinguere> (1Re 3, 9). La giustizia intesa come capacità di cogliere ciò di cui gli altri e anche noi stessi abbiamo realmente bisogno per offrirlo con generosità, ma anche con un equilibrio da ricercare e ritrovare ogni giorno e da adattare in modo adeguato ad ogni persona e ad ogni situazione.






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