Prova
VI Settimana T.O. –
Un termine accomuna le due letture della liturgia odierna: <prova> (Mc 8, 11 e Gc 1, 2). Così pure un orizzonte si apre allo sguardo del nostro cuore come possibile cammino di conversione: la <perfetta letizia> (Gc 1, 2). Sembra che la Parola di Dio voglia creare una difficile ma forte corrispondenza tra la capacità di attraversare le prove della vita e la speranza di trovare nella propria vita una vera letizia. Mentre i farisei e noi stessi con loro continuano a chiedere <un segno dal cielo, per metterlo alla prova> (Mc 8, 11), il Signore sembra rimandare noi e loro alla prova propria della nostra vita come il segno che siamo chiamati ad accogliere e ad interpretare. Marco annota che Gesù <respirò profondamente> (8, 12) quasi a significare quanto sia difficile trattenere una certa collera dinanzi a tanta durezza di cuore e di mente.
La risposta è secca e solenne: <Non sarà dato alcun segno a questa generazione> e il sentimento di esasperazione di Gesù davanti a questa insistenza risulta chiaro: <Li lasciò, risalì sulla barca e partì per l’altra riva> (8, 13). Siamo invitati a serbare nel cuore la memoria di questo gesto forte del Signore Gesù il quale, stufo, del nostro rincorrere segni diversi e apparentemente più grandi di quelli che la nostra vita pone già sul nostro cammino, si allontana decisamente da noi lasciandoci soli e, in certo modo, da soli con i nostri sogni di risposte eclatanti. Si tratta invece di imparare la <sapienza> (Gc 1, 5) proprio dalla concretezza a cui fa continuamente riferimento la lettera di Giacomo. La sfida è quella di restare saldi davanti a tutto ciò che siamo e che la vita ci chiede di vivere <sapendo che la vostra fede, messa alla prova, produce pazienza. E la pazienza completi l’opera sua in voi> (Gc 1, 3-4). San Pier Damiani annota in una sua lettera: <Per questo l’orefice batte l’oro con il martello per renderlo più puro dalle scorie. Per questo la lima raschia con insistenza, perché la naturale lucentezza del metallo appaia più chiaramente. La fiamma saggia i vasi del vasaio, mentre la tribolazione saggia gli uomini giusti. […] Pertanto, o carissimo e dolcissimo fratello, irrobustisci il tuo animo alla pazienza con queste e altre testimonianze della Sacra Scrittura e aspetta lietamente la gioia dopo la tristezza>1.
Si potrebbe concludere che il <segno> (Mc 8, 11) non è per mettere alla prova la verità delle promesse ma è proprio la capacità e l’amore con cui ciascuno attraversa <ogni sorta di prove> (Gc 1, 2) che si rivela segno della nostra interiore verità che non ci permette di essere <oscillante e instabile> (1, 8). Così accogliendo l’invito dell’apostolo non stiamo a guardare se siamo di <umili condizioni> o invece <ricco> (1, 9-10) bensì che cosa riusciamo a “produrre” umanamente parlando in quella che è la nostra condizione perché non ci accada di <seccare> (1, 11) ma di fiorire.
1. PIER DAMIANI, Lettere, 8, 6.






Cristo Gesù, Tu sei la perla nascosta nell’oscurità dell’attimo vissuto, perdona e sciogli la durezza del nostro cuore, che ci impedisce di gustare la tua presenza.
Amen