Volti veri

II Settimana T.O. –

Il Vangelo ci conduce oggi <sul monte> (Mc 3, 13) ove il Signore Gesù vive uno dei momenti più importanti della sua missione con la decisione di costituire attorno a sé un gruppo di <Dodici> (3, 14) che non hanno per nulla l’aria di essere un gruppo scelto, quanto piuttosto un gruppo emblematico in cui già possiamo ritrovare i volti di quanti nei secoli e nei luoghi più diversi cercheranno di essere per Gesù la sua famiglia e per il mondo i testimoni di una parola che guarisce e risana. La prima lettura, invece, ci fa entrare in una <caverna> (1Sam 24, 4) che sembra essere il simbolo del segreto del cuore ove si rivela la qualità di Davide capace di non approfittare della debolezza di Saul per umiliarlo, bensì per manifestargli il suo difficile, ma ancora più reale amore con una sorta di protesta che rivela altresì il cuore di Saul : <Guarda, padre mio, guarda il lembo del tuo mantello nella mia mano… riconosci dunque e vedi  che non c’è in me alcun male né ribellione… invece tu vai insidiando la mia vita per sopprimerla> (24, 12).

Il salire sul monte di Gesù – si ricordino il monte delle Beatitudini, il Tabor… il Golgota – come lo scendere di Davide nella caverna <di fronte alle Rocce dei Caprioli> (24, 3) ci ricordano simbolicamente che qualcosa non solo di importante, ma di sommamente rivelativo sta avvenendo in cui si manifesta il mistero che sta al fondo della nostra umanità la cui qualità non può che rivelarsi nella relazione. I discepoli che diventano – per una scelta libera e solenne – apostoli e il cui numero viene come ridotto, non solo per evocare le dodici tribù di Israele, ma perché siano un luogo di vero confronto tanto che non si fa mistero sin da subito che l’elezione non ripara dalla fatica della dilezione: <… e Giuda Iscariota, il quale poi lo tradì> (Mc 3, 19). Sul volto di ciascuno degli apostoli possiamo forse riconoscere un tratto – magari una ruga – del nostro stesso cammino di discepoli e di testimoni. 

Il Signore Gesù costituisce i Dodici e lo fa per una ragione chiara e semplice al contempo: <perché stessero con lui> (3, 14)) e perché andassero ad annunciare guarendo da tutto ciò che il male rende meno vivibile nell’esistenza delle persone. Il Signore ha scelto queste persone non perché migliori – la storia si rivelerà abbastanza triste – ma perché “veri” ed “umanamente sensibili”. La modalità e la finalità della scelta dei Dodici deve continuamente interrogarci e verificarci come discepoli e come comunità di credenti. La tensione è inevitabile tra la leggera ispirazione delle origini e l’inevitabile appesantimento delle strutture: l’aspetto istituzionale della Chiesa è come il calice che permette al vino di non disperdersi e di essere bevuto serenamente.

Nel segreto della caverna dove Saul si è ritirato, Davide non stende la mano contro di lui eppure compie un gesto di alto valore simbolico: taglia un pezzo di mantello! Il mantello è segno dell’autorità e dell’individualità, toccare il lembo del mantello di qualcuno era segno di fiducia e di sottomissione e sempre di riconoscimento di autorità (Mc 5) e la stessa espressione indica, eufemisticamente, gli organi sessuali. Con questo gesto, Davide risparmia la vita a Saul ma prende le distanze da tutto ciò che Saul rappresenta nel modo di essere e di governare tagliando – per quanto sta in lui – ogni futuro ad un simile modo di essere uomo e di essere re, in contrasto con il progetto e il desiderio di Dio.

1 commento
  1. vincenzo ariano
    vincenzo ariano dice:

    Possa la nostra testimonianza scaturire ogni giorno dalla misteriosa e gioiosa intimità con Te, Signore! Purifica le nostre intenzioni e donaci forza ed umiltà per compiere la missione. Amen

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