Attenzione!

XXXII settimana T.O.

La lettura del Vangelo secondo Luca è come se accelerasse il nostro battito cardiaco come quando un’emozione forte ci prende il cuore e l’anima. La risposta che il Signore Gesù dà ai farisei arriva direttamente nell’intimo e nella verità delle nostre attese e dei nostri desideri più profondi: <Il regno di Dio non viene in modo da attirare l’attenzione> (Lc 17, 20). Questo proprio perché esso si offre come una realtà, piccola e fragile, che ha bisogno di tutta la nostra attenzione senza che si voglia imporre assolutamente all’attenzione di nessuno. La parola del Signore Gesù ci mette in guardia da ogni appariscenza e da ogni schiacciante evidenza per confermare ancora una volta il segno distintivo della via del Vangelo. Lo stile inconfondibile del Vangelo lo si può evincere dalla discrezione e da un modo di presenza che non ha nulla a che fare con il presenzialismo e una sorta di ricerca continua di evidenze schiaccianti cui non si dovrebbe poter resistere.

Al contrario dell’evidenza e dell’appariscenza, il Signore ci apre davanti la via di un’apertura al mistero della sua presenza fatta di delicatezza e d’amore, di intimità e della discrezione che è propria dell’amore. Per questo come discepoli siamo messi in guardia: <non andateci, non seguiteli. Perché come la folgore, guizzando, brilla da un capo all’altro del cielo, così sarà il Figlio dell’uomo nel suo giorno> (17, 24). Un testo che ha nutrito la devozione e il combattimento spirituale di intere generazioni cristiane ricorda che: <Se gli avrai preparato, dentro di te, una degna dimora, Cristo verrà a te e ti offrirà il suo conforto. Infatti ogni lode e ogni onore, che gli si possa fare, viene dall’intimo; e qui gli piace abitare. Per chi ha spirito di interiorità è frequente la visita di Cristo; e, con essa, un dolce discorrere, una gradita consolazione, una grande pace, e una familiarità straordinariamente bella. Coraggio dunque, prepara il tuo cuore a questo sposo, cosicché si degni di venire presso di te e di prendere dimora in te>1.

Un simile atteggiamento di intimità non ha niente a che fare con forme malaticce di intimismo. La prima lettura di quest’oggi, infatti, ci dà tutta la misura della rivoluzione evangelica che, pur non rivoluzionando nulla e rispettando le strutture e le dinamiche vigenti, le trasforma radicalmente, rifondandole sui principi evangelici della libertà e dell’amore. Scrivendo al suo discepolo Filemone, l’apostolo Paolo intercede per l’altrettanto suo discepolo Onesimo ponendosi così all’incrocio di relazioni difficili come quella di uno schiavo fuggitivo dal suo padrone fino a trasfigurarle attraverso un amore fattivo e concreto: <pur avendo in Cristo piena libertà di ordinarti ciò che è opportuno, in nome della carità piuttosto ti esorto> (Fm 8-9). Paolo non richiede a Filemone se non ciò che è disposto ad offrire e a vivere in prima persona: <Se dunque tu mi consideri amico, accoglilo come me stesso> (17). Solo la <folgore> (Lc 17, 24) di un amore dato fino in fondo è segno del passaggio e dell’avvento del Regno di Dio in mezzo a noi perché dentro di noi: <Ma prima è necessario che egli soffra…> (17, 25). 


1. Imitazione di Cristo, libro II, cap. 1,1-2.

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