Madre
S. Maria Maddalena –
La parola dell’apostolo Paolo si fa per noi traccia per assumere gli atteggiamenti più giusti e accogliere la testimonianza di Maria di Magdala lasciando che ella formi in noi un cuore di discepoli: <Cosicché non guardiamo più nessuno alla maniera umana; se anche abbiamo conosciuto Cristo alla maniera umana, ora non lo conosciamo più così> (1Cor 15, 16). Ciò che ha cambiato lo sguardo di Maria, così dolcemente abituato a vivere e a godere di una grande familiarità con il Signore Gesù, è ciò che ha vissuto ai piedi della croce ove l’amore è stato non solo purificato, ma ulteriormente approfondito. Il beato Charles de Foucauld non esita a rivolgersi a Maria di Magdala con queste parole: <Oh, madre mia, santa Maddalena, per la quale la terra è diventata, dopo il “Maria” di questa mattina, e resterà fino all’ultimo tuo sospiro, un paradiso, perché tu ami Gesù. O santa Maddalena, io questuo l’amore, in nome di Gesù! Datemi l’amore, molto amore e fatemi insieme a voi venir meno dalla felicità ai piedi del nostro beneamato Gesù!>1.
Questo amore è certamente quello che è sbocciato nella frequentazione tra la discepola e il Maestro, ma esso ha dato frutto, nel momento della partecipazione, a quel dono pasquale che, caduto dalla croce come un frutto maturo, ha diffuso tutto il suo profumo nel giardino della risurrezione ove Maria è divenuta nostra madre nella fede amorosa di chi sa attraversare ogni <notte> (Ct 3, 1) senza temere nessun <buio> (Gv 20, 1): né dentro il proprio cuore né dentro le pieghe più dolorose della storia. Tutti i vangeli attestano che ai piedi della croce era presente quel gruppetto fedele di donne che avevano seguito e assistito il Signore Gesù ponendosi al suo servizio nel periodo della sua predicazione. Fra di loro, Maria di Madgala viene nominata per prima. Le parole e i tenerissimi gesti di Cristo avevano suscitato in lei una fede capace di liberarla dal male oscuro del suo travaglio interiore, fino a condurla a rispondere all’amore con altrettanto amore.
La risurrezione non è una rivincita sui propri nemici per i quali la morte sembra avere l’ultima parola, la risurrezione è per coloro che amano – e continuano ad amare – persino nella notte della più assoluta oscurità e per i quali la risurrezione è rivelata come vittoria dell’amore su ogni tenebra di odio. Come Maria di Magdala siamo chiamati, a nostra volta, ad uscire dal <letto> (Ct 3, 1) delle nostre evidenze per andare, ogni giorno, incontro all’aurora, nella segreta certezza che anche se non sperassimo di incontrare nessuno, sempre, potremo essere incontrati e riamati. Come discepoli abbiamo anche noi la nostra avventura quotidiana di rispondere all’amore di Cristo lasciandoci guarire, fino in fondo, dalla paura che tutto sia definitivamente regolato e scontato. Maria di Magdala è nostra compagna di discepolato, ma è pure nostra madre nel discepolato perché, attraverso di lei – e come lei – possiamo veramente osare l’impossibile non solo di un parto verginale, ma di una morte vivificante.
1. CHARLES DES FOUCAULD, Brevi considerazioni sulle feste dell’anno.






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