Convertire… in rischio

II settimana T.Q.

È interessante notare come questa madre si ponga tra i suoi figli e Gesù per chiedere a quest’ultimo la garanzia di una carriera per i suoi pupilli, e bisogna apprezzare in questa donna tanto coraggio e l’assoluta assenza di rispetto umano: madre al cento per cento questa donna non vede niente altro che il “bene” dei suoi “figli” e non retrocede davanti a nulla e a nessuno. Forse inserendosi direttamente e quasi brutalmente tra Gesù e i suoi discepoli dopo uno degli scioccanti annunci della passione, riesce persino a dare corpo e voce a ciò che si agita nel cuore di tutti i discepoli, e nondimeno nel nostro stesso cuore.

Ma ecco che il Signore Gesù non risponde alla madre a cui ha chiesto <Che cosa vuoi?> (Mt 20, 21) ma ai discepoli dicendo loro: <Voi non sapete… Potete bere…?> (Mt 20, 22). Gli altri discepoli – cioè noi – si sdegnano ed ecco che il Signore Gesù fa una catechesi anche agli altri – anche a noi – su quel <servire e dare la sua vita> (Mt 20, 28) di cui ogni madre in certo senso è icona anche se talora in toni eccessivi. Infatti, il “materno” non vede altro che il “proprio” figlio, la propria carne ed è l’istinto materno quello non solo di proteggere la vita dei piccoli ma di “stra-vedere” per essi e per tutto ciò non vi può esser biasimo ma una giusta graduale presa di distanza.

Per questo il Signore Gesù supera a piè pari la mediazione della madre e parla direttamente ai figli che sono ormai due dei suoi discepoli per risvegliarli alla loro “adultità” e chiedere una risposta che sia la loro e in cui sappiano coinvolgersi e rischiare a partire non dal fatto di essere “figli della loro madre” ma dal fatto di aver liberamente acconsentito ad essere discepoli di quel <Figlio dell’uomo che sarà consegnato…> (Mt 20, 18).

Qui si colloca la sfida del Vangelo: passare dal “materno” protettivo e incapace di autentico realismo – e perciò stesso fagocitante – al “paterno” libero anch’esso da ogni forma di protettivo paternalismo: <ma è per coloro per i quali è stato preparato dal Padre mio> (Mt 20, 23). Il Signore Gesù chiede ai suoi discepoli di affrancarsi da ogni sorta di protezionismo – simboleggiato dalla richiesta materna – per entrare nella logica del “calice da bere” ossia della capacità generosa di entrare nella volontà del Padre che non risparmia la fatica ma vigila perché ciascuno impari non a conservare la vita ma a darla e persino a rischiarla <appunto come il Figlio dell’uomo che è venuto per dare la sua vita> (Mt 20, 28).

Ogni relazione o atteggiamento “materno” rischia – dopo aver dato la vita – di bloccarne la crescita che significa “dare” a propria volta la vita per assicurare la vita. Non si tratta di proteggere o di raccomandare per evitare la fatica e assicurare il meglio a coloro che amiamo e, primi fra tutti, a noi stessi. Si tratta invece di intercedere come il profeta Geremia: <Ricordati quando mi presentavo a te, per parlare in loro favore…> (Gr 18, 20).

Intercedere non è proteggere ma chiedere al Padre di dare la forza e la sapienza a ciascuno, e prima di tutto a noi stessi, per entrare in quella logica del Regno che non è certo quella del privilegio o del posto assicurato ma quella del rischio a rischio della vita: <poiché essi hanno scavato una fossa alla mia vita> (Gr 18, 20).

L’esempio del profeta Geremia è proprio il contrario di ciò che la <madre dei figli di Zebedeo> (Mt 20, 20) cerca di fare o meglio evitare a suoi figli. Anche il profeta si è comportato davanti a Dio come questa madre appunto <quando mi presentavo a te, per parlare in loro favore, per stornare da loro la tua ira> (Gr 20, 20) ma sempre mettendo gli altri nella condizione – talora non facile da sopportare – di guardare ed assumere la realtà in tutta la sua interezza, nella totalità del rischio.

1 commento
  1. vincenzo ariano
    vincenzo ariano dice:

    Signore Gesù Cristo, donaci il tuo spirito perché ci dia la forza di spezzare quegli attaccamenti e vincoli viscerali, non sempre pienamente consapevoli, che ci impediscono di essere liberi di amare secondo la logica del Regno del Padre

    Rispondi

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Sentitevi liberi di contribuire!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *