Attenti

Santi Angeli Custodi –

Una lunga citazione del vescovo domenicano Alberto Magno, che commenta il vangelo offerto dalla Liturgia per quest’oggi, ci può aiutare ad entrare nel mistero di questa memoria. I santi Angeli custodi richiamano la nostra attenzione su quanto e su come il nostro Dio e Signore sia attento a tutto ciò che nel mondo è talmente piccolo da rischiare di non essere visto o di essere disprezzato: <Con queste parole, Cristo ci dice quasi: “State attenti, badate a non disprezzare gli uomini semplici, poveri o deboli. Quanto a me, li tengo in grande stima, a tal punto che, per custodirli da ogni male, ho messo a loro servizio i miei angeli. E quali angeli! Non crediate che si possano paragonare a dei sguatteri che lavorerebbero nella mia cucina. No, sono pari agli ufficiali del mio palazzo, perché “vedono sempre la faccia del Padre mio che è nei cieli” … Ora questi angeli vedono la faccia di Dio per più motivi. In primo luogo, questi angeli devono offrire e presentare a Dio le opere buone degli uomini. Ne troviamo una testimonianza nelle parole di Raffaele rivolte a Tobia: “Io presentavo l’attestato della vostra preghiera davanti alla gloria del Signore” (Tb 12, 12). Leggiamo anche nell’Apocalisse: “Venne un angelo e si fermò all’altare, reggendo un incensiere d’oro. Gli furono dati molti profumi perché li offrisse insieme con le preghiere di tutti i santi bruciandoli sull’altare d’oro, posto davanti al trono” (Ap 8, 3). Notiamo che l’altare è il cuore dell’uomo veramente fedele a Dio. Davanti a questo altare stanno gli angeli. Il loro incensiere rappresenta i sentimenti di gioia con i quali raccolgono i pensieri, le preghiere, le parole e le opere degli uomini per offrirli, tutti infiammati dal fuoco della carità, sull’altare d’oro posto davanti al trono di Dio. E l’offerta sale verso il Figlio, che è nel seno del Padre. Occorrerebbe, dunque, che avessimo sempre qualche bene da deporre nell’incensiere degli angeli>1.

Abbiamo appena festeggiato gli Arcangeli e oggi facciamo memoria degli Angeli Custodi, dopo aver festeggiato gli angeli grandi la Chiesa ci fa ricordare gli angeli piccoli e in questo modo ci ricorda e ci sensibilizza a tutto ciò che è piccolo e a cui è riservata una particolarissima attenzione da parte di Dio e a cui si dovrebbe riservare una dolcissima e tenace attenzione da parte nostra. Le solenni parole dell’Esodo si sposano con le parole del Signore Gesù nel Vangelo. Se Dio esorta il popolo: <Abbi rispetto della sua presenza> (Es 23, 21) pensando all’angelo che accompagna il cammino verso la libertà, il Signore Gesù, da parte sua, ci chiede <di non disprezzare uno solo di questi piccoli> (Mt 18, 10). Il modo con cui consideriamo e veneriamo gli angeli di Dio che accompagnano e si prendono cura dei nostri piccoli cammini – noti forse solo al Signore Dio – può essere rivelativo del nostro modo di stare attenti a tutto ciò che di piccolo, dentro di noi e attorno a noi, ha bisogno della nostra cura. Il primo passo e il primo segno della cura non è forse dare un minimo di attenzione?


1. ALBERTO MAGNO, Omelia per la festa di san Michele.

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