Scartato

XXVII Domenica del T.O. –

Ci sorprende non poco l’attitudine di questo padrone, il quale dopo aver piantato con grande cura una vigna <La diede in affitto a dei contadini e se ne andò lontano> (Mt 21, 33). In questo allontanarsi è significato in modo assai forte quanto e come questo padrone sia animato da sentimenti di fiducia: il suo cuore ha fiducia nelle risorse del <terreno> che ha comprato e che ha trasformato in vigna, come pure ha una grande fiducia in questi <contadini> (21, 34) da cui si aspetta una semplice fedeltà al contratto pattuito. L’atteggiamento dei contadini mette in evidenza la loro differenza radicale dall’atteggiamento del padrone. Mentre il padrone se ne va <lontano> affidando e fidandosi, i contadini approfittano di questa lontananza per non vivere di fiducia, ma per accondiscendere al sopruso. A questo punto la domanda risuona in tutta la sua gravità: <Quando verrà dunque il padrone della vigna, che cosa farà a quei contadini?> (21, 40). La risposta da parte degli ascoltatori è immediata e cruenta: <li farà morire miseramente e darà in affitto la vigna ad altri contadini, che gli consegneranno i frutti a suo tempo> (21, 41).

Il commento del Signore Gesù a questa risposta, come sempre chiara e netta, dei <capi dei sacerdoti> e degli <anziani del popolo>, cita le Scritture e apre forse un modo diverso di reagire al male e al sopruso: <La pietra che i costruttori hanno scartato è diventata la pietra d’angolo; questo è stato fatto dal Signore ed è una meraviglia ai nostri occhi> (21, 42). In realtà questa citazione è in realtà un’interrogazione: <Non avete mai letto nelle Scritture>? La parola di Dio di questa domenica ci chiede di imparare a leggere un po’ di più e un po’ meglio nelle Scritture per comprendere e assumere l’atteggiamento di Dio stesso che accetta di tenersi non solo <lontano>, ma persino di essere <scartato> dalla nostra vita senza venir meno alla logica di una cura e di una benevolenza radicali. Le parole accorate di Paolo possono ben commentare il dramma che viene raccontato dal Vangelo di quest’oggi: <Le cose che avete imparato, ricevuto, ascoltato e veduto in me, mettetele in pratica. E il Dio della pace sarà con voi!> (Fil 4, 9).

Il profeta Isaia si fa interprete dei sentimenti dell’Altissimo nei confronti della nostra umanità talora terribilmente sorda ai richiami e ai segni dell’amore: <Egli si aspettava giustizia ed ecco spargimento di sangue, attendeva rettitudine ed ecco grida di oppressi> (Is 5, 7).

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