Capricci
IX Settimana T.O. –
Lasciamoci toccare e interrogare profondamente dalla parola dell’apostolo che forse mette il dito su una delle nostre più perniciose piaghe interiori: <Verrà giorno, infatti, in cui non si sopporterà più la sana dottrina, ma, pur di udire qualcosa, gli uomini si circonderanno di maestri secondo i propri capricci, rifiutandosi di dare ascolto alla verità per perdersi dietro alle favole> (2Tm 4, 3-4). Con questa parola di Paolo forse ci riesce più facile intuire che cosa possa significare per noi la parola del Signore Gesù: <Guardatevi dagli scribi, che amano passeggiare in lunghe vesti, ricevere saluti nella piazze, avere i primi seggi nelle sinagoghe e i primi posti nei banchetti> (Mc 12, 38-39). I capricci sono sempre legati al nostro bisogno di essere al centro dell’attenzione e di essere, comunque, oggetto di ammirazione. Senza rendercene sempre veramente conto pur di raggiungere questo scopo siamo disposti a sacrificare la nostra coscienza raccontando a noi stessi e accettando che qualcuno ci racconti delle <favole> capaci di alimentare le nostre illusioni e medicare, per quanto in modo effimero, le ferite delle nostre delusioni.
Il Signore Gesù si premura di indicarci egli stesso un altro modo, invece, di stare al mondo chiaramente più autentico: <una vedova povera> (Mc 12, 41)! Questa donna cerca in tutti i modi, a differenza di <Tanti ricchi> di mettere la sua vita nel tesoro del tempio senza che nessuno la possa notare: un po’ per vergogna forse di essere <così povera> (12, 43) e, ancor di più, nella coscienza che solo l’Altissimo avrebbe potuto comprendere il suo dono che corrispondeva a <tutto quanto aveva per vivere> (12, 44). Questa povera vedova non può certo permettersi nessuno dei <capricci> di quei <Tanti ricchi> che <hanno gettato parte del loro superfluo>, ma può donare a se stessa la gioia così intima e segreta di dare tutto senza che nessuno se ne avveda, senza che nessuno, al di fuori del suo Signore che conosce il suo cuore, possa misurarne il dono.
Come ricorda padre Guillaume: <Quante persone attorno a noi, talvolta molto vicine a noi, ci parlano silenziosamente di Dio! La loro semplice fedeltà, la loro generosità senza presunzioni e la loro benevolenza senza pretese rendono più bello il nostro mondo. Ma noi non sappiamo più vederle e preferiamo lasciarci coinvolgere dalla tristezza circostante>1. Concludiamo la lettura annuale del Vangelo secondo Marco proprio accettando l’indicazione del Signore Gesù di aguzzare il nostro sguardo per avere occhi per tutto ciò che segretamente fa germogliare nel mondo di ogni giorno il Regno di Dio. Bisogna essere più attenti, più sensibili, più curiosi per scoprire i segni di una bellezza capace di dare speranza in un modo diverso di affrontare e leggere il quotidiano che non sia dominato dai <capricci>, ma dal desiderio, come ci ricorda l’apostolo e come ci testimonia la povera vedova, di versare <in offerta> (2Tm 4, 6) la nostra vita.
1. DOM GUILLAUME; Sui sentieri del cuore, Paoline, Milano 2011, p. 172






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