Convertire… la maschilità
Settimana Santa –
Giuseppe d’Arimatea ci aiuta a coltivare lo spirito del Sabato Santo.
Uomo di azione, uomo di decisione, uomo di responsabilità, uomo che non perde tempo, uomo senza parole e interamente intessuto di gesti che rendono possibile altri gesti e custodiscono i fremiti più puri della nostra umanità come evidenze e senza fare caso a se stessi… almeno non troppo. Giuseppe della fine, così simile al Giuseppe degli inizi, intento a prendersi cura del <corpo di Gesù> (Gv 19, 38), come il padre si era preso a cuore il <bambino> (Mt 2, 14). C’è un tempo per ogni cosa e <tutto ha il suo momento (Qo 3. 1) un tempo per vivere le passioni più vere che danno senso alla vita <di nascosto> (Gv 19, 38) e un tempo per venire allo scoperto e gridare la propria indignata rivolta senza nulla dire, ma facendo tutto ciò che è giusto: non solo necessario, ma amorevolmente eccedente, esagerato, ribelle, senza mai smettere il proprio riserbo e l’invulnerabile dignità. Giuseppe di nome, Giuseppe di fatto: “Dio aggiunga” e, quando tutto sembra finito, porta a compimento in un’eccedenza d’amore che mette a disposizione la propria eternità, cedendo il proprio sepolcro nuovo.
Il luogo della tua nascita ti ha forgiato fin dalle fasce per questo momento: Arimatea significa rimettere in equilibrio la vita e la morte, prendendosi cura, fino ad oltre la fine, senza troppo ragionare, ma assumendosi la responsabilità di compiere gli ultimi gesti apparentemente inutili, ma così necessari a porre il <sigillo> (Ct 8,) dell’amore su questa terribile morte. Dicono che hai tentato in tutti i modi di farti salvatore del Salvatore. Dicono che i tuoi colleghi non te l’abbiano perdonato e ti abbiano rinchiuso nella tua casa trasformandola in un sepolcro. Dicono che lì ti abbia raggiunto il Maestro, nel segreto, rendendoti partecipe della sua resurrezione, tu che avevi onorato col massimo amore e con la più squisita pietà la sua sepoltura. Dicono che partisti lontano, verso il nord custodendo sul cuore il santo Graal. Dicono che arrivato in Britannia piantasti il tuo bastone su quella terra di amorose magie e ne nacque miracolosamente un ramo di Biancospino.
Ne dicono di cose su di te… forse perché come te si vorrebbe tutti essere e diventare: uomini veri, persone giuste, umanità tormentata da dubbi e mai risparmiata da inquietudini, eppure decisi a fare tutto ciò che è bello per chi non può più fare nulla per se stesso. Hai visto morire l’amore e lo hai aiutato quando non poteva più aiutare se stesso dopo aver soccorso tanti con la sua compassione. Il santo Graal, da tutti cercato, è questo <corpo> di Gesù che si invera in ogni corpo bisognoso di tutto ed è dentro di noi e significato da ogni cosa bella attorno a noi.






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