E’ una novità

XIII Settimana T.O.

La presenza di Cristo nella nostra vita non è un aggiustamento né tantomeno un accomodamento come si fa, appunto, con un vestito vecchio che si cerca di riparare come si può o. talora, semplicemente come si riesce. Certo un pezzo di tela nuova, un goccio di vino frizzante non cambiano forse la vita anche se possono ben dare l’impressione di sentirne di meno il peso. L’irrompere del Signore Gesù nella vita del discepolo è una novità che tocca totalmente la vita e ne cambia il corso conferendole un senso nuovo e più profondo proprio come avviene nella relazione sponsale: unica e totalizzante. Per questo il Signore Gesù sembra rifiutare ogni accomodamento o semplice aggiustamento per porsi sul nostro cammino come Colui che ci cambia realmente la vita e non semplicemente ce la ripara per tentare di trascinarci per un po’ ancora: <Nessuno mette un pezzo di stoffa grezza su un vestito vecchio, perché il rattoppo porta via qualcosa del vestito e lo strappo diventa peggiore> (Mt 9, 16).

Nell’annuncio dell’avvento del Regno di Dio che si mescola alla vita quotidiana di quanti incontrano il Signore Gesù sulle loro strade, si compiono non solo le promesse dei profeti di Israele, ma anche le speranze che abitano il cuore di tutti coloro che continuano a sperare: <Muterò le sorti del mio popolo Israele, ricostruiranno le città devastate e vi abiteranno, pianteranno vigne e ne berranno il frutto, coltiveranno giardini e ne mangeranno il frutto> (Am 9, 14). Possiamo pregare e sognare con le parole di Afraate: <Quando l’uomo si astiene dal pane, dall’acqua… è amato, bello, gradito. Ma ciò che piace di più è che umili se stesso, che sciolga le catene dell’empietà, che tagli i legami della frode. Allora la sua luce si diffonde come il sole, la sua giustizia cammina davanti a lui, è come un giardino irrigato>.

La presenza del Signore Gesù nella nostra vita vuole restituirci ad una pienezza di cui il simbolo sponsale è di certo non solo il più eloquente, ma pure massimamente totalizzante: <Possono forse gli invitati a nozze essere in lutto finché lo sposo è con loro?> (Mt 9, 15). A questa domanda non si può rispondere troppo in fretta e fidandosi di dati esterni. È necessario che ciascuno di noi verifichi fino a che punto abbia fatto spazio alla presenza di Dio nella propria vita così da rallegrarla a tal punto da diventare fonte di gioia e di consolazione per tutti. Se ciò non avvenisse il rischio è di diventare come i farisei nemici della gioia… almeno di quella degli altri! La parola del Signore Gesù ci tiene vigilanti e desti: <Ma si versa vino nuovi in otri nuovi, e così l’uno e gli altri si conservano> (9, 17). Tanto che come ricorda il profeta: <verranno giorni in cui chi ara si incontrerà con chi miete e chi pigia l’uva con chi getta il seme; i monti stilleranno il vino nuovo e le colline si scioglieranno> (Am 9, 13). O ancora come ricorda il salmo: <Amore e verità si incontreranno, giustizia e pace si baceranno> (Sal 84, 11).

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