Latte genuino
VIII Settimana T.O. –
Il <genuino latte> (1Pt 2, 2) di cui parla l’apostolo Pietro è la fede pura – capace di essere ciecamente vedente – proprio come quella di Bartimeo. Quest’uomo grida verso Gesù come un bambino che brama la vita e non ha altro modo di far sentire il suo bisogno se non il grido quasi inarticolato di quella che diventa la base di ogni pura preghiera: <Gesù, figlio di Davide, abbi pietà di me> (Mc 10, 47). I discepoli che <sgridavano> i bambini (Mc 10, 13), ora sgridano il cieco seduto sulla strada di Gerico – il punto più basso della terra – dove il Giordano va come a morire e da dove il Signore Gesù comincia a salire verso Gerusalemme dove, tra non molto tempo, toccherà il punto più basso della sua vita lasciandosi consegnare alla morte. Bartimeo, appena ridivenuto vedente, si metterà a seguire Gesù per quella strada che sale per scendere e sembra che non si voglia più staccare dal suo seno come <un bimbo svezzato in braccio a sua madre> (Sal 130).
La sequenza degli avvenimenti, così come ce li presenta l’evangelista Marco, ci mostra un primo cieco – quello di Betsaida (Mc 8, 22-26) – totalmente passivo cui segue la guarigione del cieco di Gerico che ci viene dapprima inquadrato seduto e immobile nella sua cecità e che alla fine invece è un uomo che cammina e che s’incammina dietro alla Vita. Tra questi due episodi troviamo che il Signore Gesù annuncia la sua imminente passione per ben tre volte e, alla fine del testo, il cieco di Gerico, in cui l’evangelista intravede l’icona del discepolo, sembra proprio non avere paura di seguire il <Maestro> (10, 51) da Gerico fino a Gerusalemme.
Con questa figura ciascuno di noi è chiamato a confrontarsi per imparare quale dinamismo può soggiacere persino alle immobilità più evidenti e questo nella misura in cui manteniamo viva in noi la sensibilità ai passaggi del Signore, al passaggio della vita che incrocia la nostra strada e ci chiama a fare un balzo: <Chiamatelo!> (10, 49). Questo invito del Signore viene rivolto a ciascuno di noi che forse si trova al bordo della strada in attesa che qualcosa ridia vigore e direzione alla propria vita. Anche l’apostolo ci invita. <Avvicinandovi a lui, pietra viva, rifiutata dagli uomini ma scelta e preziosa davanti a Dio, quali pietre vive siete costruiti anche voi come edificio spirituale> (1Pt 2, 4-5). Con dinamismo e con curiosità lasciamoci impiegare nella costruzione di un modo nuovo di vivere e di pensare per essere primizia di quel mondo nuovo che nasce come promessa di speranza dal mistero pasquale del Signore Gesù. Il primo passo capace di trasformare ogni storia in un racconto di salvezza è quello di tenere le orecchie del cuore tese ad ogni fruscio della grazia, ad ogni sussurro di salvezza accettando di sormontare ogni ostacolo pur di poter incontrare personalmente il Cristo che è ben più di quel <Gesù Nazareno> (Mc 10, 47) di cui parla la gente.





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