Il tuo nome è Decisione, alleluia!

V settimana T.P. 

Il collegio degli apostolo davanti a un problema che scuote la comunità dei credenti sono capaci di prendere con grande forza e chiarezza una decisione <tutti d’accordo> (At 15, 25) e questo a partire da una preoccupazione e un desiderio fondamentale: che nessuno osi turbare le coscienze <con discorsi che hanno sconvolto i vostri animi> (15, 24), Nel Vangelo di quest’oggi, il Signore Gesù ci rivela il segreto e il criterio che deve animare ogni discernimento nella vita della Chiesa e lo fa dandoci un comandamento: <che vi amiate gli uni gli altri> (Gv 15, 12) e mettendo nelle nostre mani, più profondamente nel cuore di ogni discepoli, una sorta di cartina tornasole e di mappa di orientamento seguendo la quale non potremo mai, realmente, smarrirci:  <Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici> (15, 13). Con queste parole viene aperta per noi la strada dell’imitazione e della conformazione a Cristo Signore il quale ci chiama <amici> (Gv 15, 13) estendendo a noi ciò che fu il privilegio concesso ad Abramo e a Mosé. 

Teofane il Recluso in una sua lettera del 6 luglio 1872 scrive: <Voi cercate il Signore? Cercate, ma solo in voi stessi. Egli, infatti, non si allontana da nessuno e si tiene vicino a coloro che lo invocano sinceramente. Trovate il luogo del cuore e là intrattenetevi con il Signore che è l’unico luogo di appuntamento tra Dio e l’uomo>. Per questo luogo siamo chiamati a prendere una decisione che porterà il frutto di una vita che sa continuamente decidersi per <dare la vita>. La circoncisione o la non circoncisione diventa così un problema importante da risolvere non per quanto riguarda la realtà oggettiva cui si riferisce, bensì come occasione per manifestare quanto al centro della vita di fede sta il cuore dell’uomo come luogo di incontro con il suo Creatore e Signore. Non serve forse la circoncisione a facilitare la relazione e la fecondità assicurando maggiore igiene e maggiore serenità?!

Essere <amici> (Gv 15, 13) è il nostro stato di vita e la nostra identità e il Signore non è il padrone che saremmo noi, bensì l’amico delle nostre anime e il custode della nostra libertà e della nostra gioia e non ci chiama ad eseguire servilmente i suoi comandamenti, bensì a condividere la sua vita e la sua gioia. I comandamenti non sono il modo per asservirci ad una volontà di potenza quando possa essere divina, ma sono i garanti della nostra crescita proprio come avviene per i tralci nei confronti della vite, ancora di più sono il luogo – segreto e ben custodito – in cui far germinare e crescere la nostra amicizia con il Signore che si conformazione: un amico, infatti, somiglia in tutto al proprio amico! Questo cammino è un dono, ma esige pure ogni giorno la capacità e la volontà di prendere una <decisione> (At 15, 28) che certo fa soffrire ma che di certo fa ancor più sperare di <dare la sua vita> (Gv 15, 13). 

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