Il tuo nome è Scelto, alleluia!
V settimana T.P. –
La parola del Signore Gesù che la Liturgia ci consegna, quasi come conclusione di questa quinta settimana pasquale, suona e risuona così: <Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; poiché invece non siete del mondo, ma vi ho scelti io dal mondo, per questo il mondo vi odia> (Gv 15, 19). Il nesso che il Signore istituisce tra la sua scelta e il rifiuto con cui il mondo reagisce è qualcosa che fa un po’ male al cuore. Eppure ciò cui siamo chiamati non è tanto l’interessarci e l’evidenziare troppo quanto il mondo ci accolga o ci rifiuti, quanto piuttosto il fatto che la nostra vita di discepoli non si basa su una convenzione e non può sopportare nessuna compromissione perché viene da più lontano, radica nel desiderio di Cristo stesso che è quello di conformarci in tutto e sempre di più a lui. Il fatto di essere <scelti> sicuramente ci conforta ma pure ci rimanda al fatto, ben più importante, di non essere noi stessi all’inizio della nostra storia e del nostro cammino con e alla sequela del Signore e del suo Vangelo. Inoltre, siamo così chiamati a non enfatizzare troppo l’eventuale rifiuto o incomprensione perché questi non sono fondamentalmente rivolti a noi personalmente, ma sono il semplice riflesso della difficoltà che il mondo ha nell’accogliere il Vangelo e di confrontarsi con le sue esigenze.
La domanda sorge naturale: che cosa è questo mondo di cui ci parla il Signore? Stando al testo di oggi ci sembra proprio che esso sia il luogo ostile in cui si danno convegno le forze del male. Eppure, il Signore ha scelto di venire proprio in questo <mondo> (Gv 1, 9) nella fiducia e nella speranza che, nonostante tutto, potrebbe esservi accolto. Nel quarto vangelo è lo stesso Signore ad avere parole forti per indicare quanto questo mondo – quello concreto e reale in cui viviamo – stia a cuore a Dio tanto da amarlo fino a <donare il suo figlio> (3, 16). Così, se il mondo rappresenta il luogo del possibile rifiuto di Dio, nondimeno rappresenta pure lo spazio in cui si manifesta la predilezione preveniente e unilaterale di Dio in cui sembra che il Signore possa persino trovare le sue <delizie> (Pr 8, 31). Con uno sguardo più completo ecco che il <mondo> diventa una realtà più complessa e meno uniforme e unidirezionale, sembra persino che il male di cui il mondo sembra infarcito sia più subito che commesso. Se poi guardiamo a noi stessi come parte integrante di quel mondo di cui parla il Signore allora non possiamo che essere consolati che le cose non siano poi così chiare e univoche.
Di questa visione chiara riguardo alle <decisioni> (At 16, 4) prese, ma anche duttile riguardo a quelle decisioni che sono continuamente da prendere tanto da far <circoncidere per riguardo ai Giudei> (At 16, 3) ci testimonia l’apostolo Paolo. Vi sono, infatti, delle attenzioni come pure degli impedimenti che permettono una dilatazione maggiore e per la quale ci mancherebbe il coraggio cosicché ciò che Dio ha scelto si può manifestare più pienamente e veramente.






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