Meteo
XXIX Settimana T.O. –
L’apostolo Paolo esorta ad avere a cuore <l’unità dello spirito per mezzo del vincolo della pace> (Ef 4, 3) e nel vangelo il Signore Gesù siamo invitati ad essere capaci di discernere i <segni> per evitare che il fratello non recuperato all’amore <ti trascini davanti al giudice e il giudice ti consegni all’esattore dei debiti e costui ti getti in prigione> (Lc 12, 58). Si tratta di essere capaci di fare delle previsioni fraterne come si fanno o almeno si guardano le previsioni del Meteo prima di mettersi in viaggio o di organizzare una gita in montagna o al mare. Il Signore non vuole che siamo degli “avventurieri” superficiali, ma capaci di essere audaci e saggi al contempo, disposti a correre qualche pericolo senza diventare spericolati. È una questione di sapienza ed è, per questo, anche questione di lettura. Il Concilio Vaticano II più volte e per varie questioni soprattutto in relazione al dialogo con le Chiese e il mondo esorta a leggere <i segni dei tempi> (Decreto sull’Ecumenismo, 4).
Bisogna imparare dai contadini, dai marinai, dai montanari per i quali la natura non è mai muta e ogni cambiamento della direzione del vento, l’abbassarsi o l’innalzarsi dei corsi d’acqua “fanno segno” e permettono di prevedere e prevenire il peggio oppure di ottimizzare il meglio. Perché questo possa continuamente darsi nella nostra vita sono necessarie almeno due cose: l’attenzione e l’umiltà. L’attenzione per saper scorgere i segni e i segnali che la vita ci dà per poter discernere il meglio e attuarlo concretamente e quotidianamente. L’umiltà per coltivare la consapevolezza di avere bisogno di molteplici aiuti per orientarci nella realtà per evitare di smarrirci o, per citare un proverbio popolare, per non annegare in un bicchiere d’acqua. L’apostolo Paolo ci offre alcuni criteri e, soprattutto, ci indica delle modalità e atteggiamenti con cui possiamo essere più sicuri di non perdere la rotta e di non essere insensibili a ciò che dall’orizzonte ci fa segno e cenno: <con ogni umiltà, dolcezza e magnanimità, sopportandovi a vicenda nell’amore> (Ef 4, 2).
In questa umiltà pacificante non sarà più difficile seguire la parola del Signore che ripete anche a noi, nella situazione in cui siamo chiamati a vivere, un’esortazione che ci fa onore: <giudicate voi stessi ciò che è giusto> (Lc 12, 57). Il cammino quotidiano di ascolto della Parola di Dio rivelata a noi attraverso le Scritture e attraverso gli avvenimenti non è altro che un lento e profondo apprendistato di discernimento per non essere anche noi <Ipocriti> (12, 56). Infatti, talora la paura di dover cambiare programma a motivo di necessità nuove, preferiamo far finta che non stia succedendo nulla che esiga la nostra attenzione e ci chiede una consapevole capacità di rinnovamento e cambiamento: l’ipocrisia non è altro che una chiusura della propria capacità di analisi della realtà per evitare la fatica dell’adattamento e autoconfermarsi nelle proprie abitudini e nelle proprie idee. La nostra fede in <un solo Signore> (Ef 4, 5) ci rende disponibili e persino gioiosi nell’andare incontro a tutte le intemperie della storia <nella pace> (4, 3).





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