Discrezione

SS. Arcangeli –

Non è proprio così! Il combattimento così glorioso descritto nell’Apocalisse esprime al meglio quello che viene vissuto nelle pieghe più segrete di ogni storia umana, ma bisogna pur riconoscere che nella nostra vita non è proprio così! I nostri combattimenti, le nostre rare vittorie e le nostre consuete sconfitte sono vissuti in modo assai più quotidiano e apparentemente normale. La festa degli Arcangeli – Michele, Gabriele e Raffaele, – ci fa percepire la grandezza di ciò che è in gioco nelle nostre esistenze, ma al contempo come e quanto ciò che guida e fa la nostra vita esige la discrezione dell’amore e l’amore della discrezione. In questo si dimostra “angelo grande” il Signore Gesù quando rivela a Natanaele di averlo visto <sotto l’albero di fichi> (Gv 1, 48) ossia di aver conosciuto e rispettato con infinita e amabilissima discrezione il suo cammino di ricerca fatto anche di sospetto e di resistenza. Il Signore non lo rimprovera ma accetta che quest’uomo gli venga <incontro> (1, 47) per quello che è e lo sa accogliere a partire dal suo segreto mistero: esso non solo è comunque da rispettare, ma sempre da riconoscere e da valorizzare con un giusto pizzico di ammirazione.

Celebrando la festa degli Arcangeli facciamo festa per la modalità con cui il Signore guida i nostri cammini umani senza toglierci tutta la responsabilità e la gravità dei singoli passi da compiere e che sono affidati alla libertà e alla creatività di ciascuno di noi. Quel <fiume di fuoco> (Dn 7, 10) di cui parla il profeta Daniele sembra trasformarsi in un mare di grazia nella capacità che il Signore Gesù ha di accogliere Natanaele con infinito rispetto e con radiosa chiarezza. Quella <guerra> (Ap 12, 7) che <Michele e i suoi angeli> scatenano in cielo si trasforma nella carne e nella presenza di Gesù in un <cielo aperto> (Gv 1, 51) da cui non solo gli angeli vanno e vengono liberamente, ma su cui può liberamente passeggiare chiunque voglia <salire e scendere> per penetrare e farsi portare dal mistero di Cristo.

Dagli angeli e dagli arcangeli siamo iniziati alla vita stessa di Dio che è capace di riorientare profondamente – come avvenne per lo scettico, ma sincero Natanaele – il nostro modo di sentire e leggere la vita, di gestire e riflettere sulle nostre relazioni. Laddove a noi verrebbe più spontaneo di lasciarci andare ai nostro pregiudizi negativi, la parola del Signore e il soccorso dei suoi angeli ci aiuta a rallegrarci per ogni realtà e persona che si apre alla grazia. La gioia degli angeli e degli arcangeli non può che condividere quella del loro Signore e per questo esultano <per un solo peccatore che si converte> (Lc 15, 10). Siamo chiamati a vigilare sul nostro cuore e sulle nostre fantasie spirituali: gli arcangeli assomigliano molto meno al possente <drago> (Ap 12, 7) di cui ci parla l’Apocalisse e molto più al <Figlio dell’uomo> (1, 51) di cui ci parla Gesù stesso. Non confidiamo l’efficacia con l’efficienza, la presenza con la potenza, la custodia con il controllo… impariamo dall’invisibilità angelica l’umanissima discrezione, madre di tutte le virtù angeliche e terrestri.

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