Avanzare

XXII Settimana T.O.

Con la parola che il Signore Gesù rivolge, attraverso Simon Pietro, a ciascuno di noi siamo invitati e quasi pressati ad avere la fiducia di avanzare verso il profondo, verso il largo, verso l’abbandono a ciò che può ingoiarci ma può anche portarci, a misura della nostra leggerezza e del nostro abbandono fiducioso, verso una nuova comprensione di noi stessi e del mondo: <Prendi il largo e gettate le vostre reti per la pesca> (Lc 5, 4). L’invito del Maestro segue un piccolo gesto di grande e semplice benevolenza di uno dei <pescatori che erano scesi e lavavano le reti> (5, 2) il cui nome è Simone e che, a quanto pare, è padrone di una barca, proprio quella su cui il Signore <salì> (5, 3) senza neanche quasi chiedere il permesso. Simone lascia salire il Signore sulla sua barca e, su richiesta di Gesù, accetta – senza neanche una parola – di scostarsi da terra perché egli possa parlare alla folla che <gli faceva ressa attorno> (5, 1) con più calma, agio e serenità.

Sono questi i gesti che creano le premesse della chiamata di Simone a seguire il Signore per divenire <pescatore di uomini> (5, 10). L’apostolo Paolo ci esorta a vivere animati da una follia che ci rende disponibili all’avventura: <Se qualcuno tra voi si crede un sapiente in questo mondo, si faccia stolto per diventare sapiente> (1Cor 3, 18). In un testo giustamente famoso, san Bernardo così spiega mirabilmente: <E’ certo che non potranno mai essere equiparata l’amante e l’Amore, l’anima e il Verbo, la sposa e lo Sposo, il Creatore e la creatura. La sorgente infatti dà sempre di più di quanto basti all’assetato. Sebbene infatti la creatura ami meno, perché è inferiore, se ama con tutto se stessa, non le resta nulla da aggiungere. Nulla manca dove c’è tutto>1. La chiamata che il Signore sussurra al nostro cuore è sempre un invito a lasciarci dietro le spalle le delusioni della notte appena trascorsa tristemente e senza frutto per aprirci ad un nuovo giorno, per sperare in nuove possibilità.

Ma come mai, potremmo chiederci, la parola del Signore si rivolge proprio a quel Simone? Una possibile spiegazione è la bontà e generosità innate di quest’uomo che, pur addolorato e forse persino arrabbiato per una notte infruttuosa di lavoro, pure non ha perso la disponibilità a lasciarsi “distrarre” da se stesso per offrire un piccolo servizio ad uno sconosciuto che gli chiede in prestito la barca prima di chiedergli, il dono ben più grande, di mettersi alla sua sequela mettendo in gioco interamente la sua vita. Simone è un uomo fondamentalmente disponibile e per questo capace nonostante tutto di avanzare nella vita forse perché sente di non avere poi così tanto da perdere e tutto da guadagnare. Da questo punto di vista possiamo sentire la dichiarazione franca di Simone come la condizione ottimale per lasciarsi pescare dal Signore: <sono un peccatore> (Lc 5, 8). E forse questo <peccatore> che il Signore cercava per farne un vero <pescatore> (5, 10) poiché <la sapienza di questo mondo è stoltezza davanti a Dio> (1Cor 3, 19).


1. BERNARDO DI CHIARAVALLE, Sermoni sul Cantico, 83.

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