Passione
XVI Domenica del T.O. –
Tre brevissime parabole per continuare a pensare al regno di Dio e farlo crescere dentro di noi. Certo brevi, ma così efficaci le parabole che, come il simbolo, non spiegano esaustivamente ma danno a pensare aprendo sensi sempre nuovi e più profondi come fossero porte che danno sulle mille e mille stanze del palazzo dell’anima. Così il <tesoro nascosto nel campo> (Mt 13, 44) diventa la <perla di grande valore> (13, 45) che sembra essersi impigliata in una <rete gettata nel mare, che raccoglie ogni genere di pesci> (13, 47). E ancora, a conclusione di un lungo cammino di comprensione che esige una continua ricomprensione, il regno dei cieli<è simile a un padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche> (13, 52). Per ognuna di queste parabole vale il principio di una imprescindibile passione per poter accogliere nella propria vita il Regno di Dio. Solo una profonda passione, infatti, può aprire il cuore e l’anima alla ricerca che esige tempo e un dispendio massivo di energie con una grande cura dei particolari.
La passione sembra congiungersi stranamente ad una lentezza fatta di gesti decisi, ma anche assai misurati per raggiungere lo scopo: bisogna saper ritornare sui propri passi come il contadino che trova a sorpresa un tesoro mentre cerca di piantare le patate; come il commerciante che un giorno trova una perla non da vendere, ma semplicemente da ammirare per tutta la vita; come i pescatori che, dopo una lunga notte di fatica, devono prendere il tempo di distinguere i pesci buoni da quelli cattivi… come il padrone di casa che ha bisogno di mettere ordine nelle proprie cose. L’apostolo Paolo enuncia un principio che dà molta speranza e che è capace di dare forza e passione alle nostre scelte, anche e soprattutto quando sono più rischiose come nel caso del commerciante che vende tutto per acquistare la perla che lo ha ammaliato: <tutto concorre al bene, per quelli che amano Dio> (Rm 8, 28). In un mondo così segnato dalla legge – talora spietata – della concorrenza, il Regno di Dio rivela un modo diverso di stare al mondo e nella cui logica segnata da un amore fatto di passione e di cura tutto concorre al bene tanto da fare molto bene.
Nella <notte> (1Re 3, 5) delle nostre indecisioni e delle nostre difficoltà a comprendere quali siano le scelte più giuste per la nostra vita e quella degli altri, Salomone diventa una parabola vivente per saper discernere il percorso più promettente e più autentico: <un cuore docile> (3, 9). La docilità del cuore è l’armonica composizione alchemica tra passione e cura, tra decisione e calma, tra determinazione e attenzione. Sono le virtù che la natura, più o meno, fornisce ad ogni creatura che viene in questo mondo, ma che solo la preghiera e l’amore sono capaci di far crescere in modo armonico e nelle giuste proporzioni e nella giusta miscela. Questo meraviglioso ed esigente cammino non può che cominciare e sempre ricominciare con una pausa di silenzio profondo che ci rende capaci di riconsiderare le cose e i gesti di sempre in una nuova luce… quella di un <disegno> (Rm 8, 28) che ci precede e che attende il nostro tocco. La domanda rimane: <Avete compreso tutte queste cose?> (Mt 13, 51).





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