Ospitare

S. Marta

L’evangelista Luca esordisce parlandoci di Marta in questo modo: <Gesù entrò in un villaggio e una donna, di nome Marta, lo ospitò> (Lc 10, 38). È’ come se la liturgia fosse ammaliata da quest’immagine di ospitalità di Marta di cui la Chiesa vorrebbe essere come una continuazione ed un’attuazione ma anche una sorta di pregusto in attesa di essere accolta da Cristo che cerca di accogliere e quasi coccolare ogni giorno. Infatti, le preghiere che accompagnano l’Eucaristia di quest’oggi fanno continuamente riferimento a questo mistero di reciproca accoglienza. La Colletta ci fa pregare così: <il tuo Figlio fu accolto come ospite a Betania nella casa di santa Marta> e aggiunge dapprima <concedi anche a noi di essere pronti a servire Gesù nei fratelli> e conclude <perché al termine della vita siamo accolti nella tua dimora>. Nell’orazione sulle offerte si arriva persino a porre in parallelo <il servizio sacerdotale> con <la premurosa ospitalità di santa Marta che accolse nella sua casa il Cristo>.

Come se non bastasse queste emozioni sono riprese e quasi rafforzate nella preghiera dopo la comunione <sull’esempio di santa Marta collaboriamo con entusiasmo all’opera del tuo amore, per godere in cielo la visione del tuo volto>. In tal modo la nostra esperienza di “casa” sulla terra non è altro che la preparazione attraverso il desiderio e l’amore della nostra casa in cielo che, di certo, non è un luogo ma uno stato quello vissuto in modo emblematico da Maria <seduta ai piedi di Gesù>. Da sempre questo testo ha posto dei problemi di interpretazione contrapponendo spesso l’attività alla contemplazione in realtà come spiega Bernardo di Chiaravalle: <il lavoro di Marta non può compiersi senza sollevare una nuvola di polvere>1. La sfida non consiste nel contrapporre l’atteggiamento di Marta con quello di Maria, ma esattamente il contrario, si tratta di integrare. L’apostolo Giovanni, nella prima lettura ci presenta l’amore in due dimensioni profondamente intrecciate tra loro: quella verticale dell’amore verso Dio che genera l’amore nella sua forma orizzontale della carità verso i fratelli.

Di questo amore il vangelo della risurrezione di Lazzaro ci offre un’icona magnifica. Il Signore Gesù rassicura Marta con parole solenni: <Tuo fratello risorgerà> (Gv 11, 23). Alle parole e alla promessa del Signore siamo chiamati a corrispondere ogni giorno sapendo risuscitare dentro di noi quella dimensione di fraternità che permette a coloro che ci vivono accanto di sentirsi vivi e sostenuti nella loro ricerca di pienezza di vita. A Marta possiamo chiedere di intercedere per ciascuno di noi perché la nostra vita sia una <casa> che accoglie e che potenzia la vita, sempre a Marta possiamo chiedere di tenerci vigilanti per combattere quella <nuvola di polvere> che sono le preoccupazioni eccessive e inutili che possono soffocare il dinamismo della vita.


1. BERNARDO DI CHIARAVALLE, cfr. Magnificat 200 (luglio-2009) p. 383.

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